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Madrid election talk: povertà mestruale, tasse sui tamponi e i diritti delle donne

25 April 2021

Autrice: Emer O’Toole

Che cos’è la povertà mestruale?

La povertà mestruale è un termine generico che descrive le barriere socioeconomiche che impediscono alle donne, ragazze e persone mestruanti di gestire la loro mestruazione in sicurezza e dignità. Si manifesta in vari modi, da quelli non visibili (saltare pasti per risparmiare soldi per tamponi e carta igienica) a quelli severi (mancanza di accesso ad un bagno o una doccia).

Nonostante la vergogna di sostituire gli assorbenti con dei vecchi calzini o dei giornali lascia evidenti cicatrici emozionali, le conseguenze dell’ineguaglianza mestruale non sono solo psicologiche, ma danneggiano gravemente le prospettive professionali ed educazionali di donne e ragazze, facendole vulnerabili a problemi di salute mentale e riproduttiva.

La povertà mestruale è un problema a Madrid?

Sì. Le persone occidentali, spesso associano la povertà mestruale a paesi in via di sviluppo (per esempio, il Kenya è anni luce più vicino all’eguaglianza mestruale degli Stati Uniti o dell’Europa, e nel 2004 è diventato il primo paese a rimuovere le tasse ai prodotti mestruali). Ma la povertà igienica affetta 500 milioni di persone nel mondo, con un quarto delle donne europee obbligate a scegliere tra acquistare del cibo o dei prodotti d’igiene femminile. 

L’ineguaglianza mestruale in Spagna rimane un soggetto poco indagato, ma si stima che affetta due su dieci donne spagnole. Madrid sembra non essere un’eccezione: Ana Enrich, co-fondatrice del ramo spagnolo di @PeriodMovement, enfatizza che ‘dove c’è povertà, c’è povertà mestruale’. 

Madrid può essere la regione più ricca di Spagna, ma è anche tra le più disuguali, con quasi un milione di madrileñxs affrontando una severa precarietà economica. Persino prima dell’arrivo della pandemia di Covid, i residenti di reddito basso di Madrid vivevano il peggio dei tagli ai servizi pubblici, e la crisi del coronavirus ha aggiunto nuove barriere invisibili alla salute e all’igiene. 

Passare del tempo all’aperto è chiave per mantenera la sicurezza e la distanza sociale, ma l’accesso ai bagni pubblici – che erano già pochi a Madrid – è stato limitato, obbligando le donne a pagare per il privilegio di usare un bagno in qualsiasi posto che non fosse casa loro. La pandemia ha anche esacerbato l’ineguaglianza di genere: in tutto il mondo, le donne sono state in prima linea professionale e domestica, ma le spagnole sono state sproporzionatamente colpite dalla disoccupazione legata alla pandemia. 

Le comunità marginalizzate non sono le uniche ad essere tassate per la loro biologia. Le donne spagnole spendono, in media, € 6.000 in prodotti d’igiene durante la loro vita. Dato che guadagnano un 14% in meno delle loro controparti maschili, questi sono costi che le donne semplicemente non possono permettersi. 

Nella maggior parte dei paesi, i prodotti d’igiene femminile sono posti come un lusso, e tassati come tali, con un 10% di VAT per gli assorbenti in Spagna. Nel frattempo, il Viagra è considerato un ‘prodotto essenziale’. La sua aliquota fiscale? Un 4%. 

Che si può fare a Madrid?

A scala globale, la povertà mestruale stà ogni volta diventando meno tabù – in gran parte grazie alla pressione fatta sui governi e corporazioni da organizzazioni di base.

Nel 2020, la Scozia divenne il primo paese ad offrire assorbenti e tamponi gratuiti, con la Francia, l’Irlanda e il Belgio facendo passi in avanti per renderli più disponibili. Altrove, la campagna #freeperiods dell’allora adolescente Amika George ha portato il Governo a provvedere prodotti gratis nelle scuole inglesi, e la Nuova Zelanda sta seguendo l’esempio.

Nel frattempo, la Spagna ha adottato varie misure. Dal 2018, i prodotti mestruali alle Isole Canarie sono stati liberi di tasse, e l’Università di Vigo è diventata la prima istituzione d’istruzione superiore della Spagna ad offrire a studenti e staff assorbenti e tamponi gratuiti.

Organizzazioni come Amba por una Menstruación Digna, con base a Pinto, lavorano per aumentare la consapevolezza riguardo lo stigma che circonda il ciclo mestruale, e l’argomento è stato discusso anche a Valencia. Sul picco della pandemia, la compagnia catalana Farmaconfort ha donato 100.000 prodotti d’igiene intima a donne vulnerabili, e l’NGO Mensajeros de la Paz ha anche incluso assorbenti nei suoi pacchi di aiuto.

Ma il progresso non é lineare. Paloma Alma, di Madrid, è un’attivista del ciclo mestruale e la fondatrice di CYLCO Menstruación Sostenible, ed ha criticato la riluttanza della Spagna ad affrontare la povertà mestruale in un recente articolo sul HuffPost. L’anno scorso, Amba ha denunciato OKDiario, dopo che questo registrasse clandestinamente e pubblicasse satiricamente il suo talk sulla povertà mestruale. Questo dimostra chiaramente che la maggior barriera all’eguaglianza mestruale potrebbe essera la trivializzazione dei diritti delle donne. 

Le elezioni del 4M.

Más Madrid ha messo la povertà mestruale al centro della sua campagna per il 4M. La candidata Mónica García, un’anestesista, ha attratto l’attenzione dei mezzi di comunicazione questo mese distribuendo dei leaflet a forma di assorbente nella Gran Vía.

I contenuti del programma elettorale di MM suggeriscono che questo è lontano da essere una trovata pubblicitaria: oltre a sottolineare l’impegno del partito per migliorare l’educazione sessuale, gli standard di belleza sui media, e i diritti riproduttivi, la sua sezione ‘feminismos’ evidenzia l’intenzione di MM di mettere prodotti mestruali a disposizione in tutti gli edifici pubblici della Comunidad de Madrid. Oltre a domandare al Governo di ridurre il VAT del prodotti sanitari al 4%, MM segnala la cruciale importanza dell’educazione nel rimuovere lo stigma associato all’ingeguaglianza mestruale. 

La sinistra: rendiamo i prodotti d’igiene e la contraccezione gratuiti per le donne.

Mantenendo il suo compromesso con un ‘mondo femminista’, Podemos pianifica di rendere i prodotti d’igiene e la contraccezione gratuiti per le donne. Il partito ha a lungo criticato il Governo per il suo rifiuto a ridurre la tassa sui tamponi – una tassa che il PSOE aveva storicamente denunciato. Le Juventudes Socialistas de Madrid hanno anche enfatizzato che ‘la menstruación es política’ (la mestruazione è politica).

La destra: controlliamo i ventri.

Invece, a giudicare dal loro manifesto, l’interesse dei candidati di destra nella salute riproduttiva comincia e finisce col controllo dei ventri delle donne, invece che nella legislazione per migliorare le loro vite. Il manifesto di Vox Madrid riduce le donne al loro ruolo di madri – così come Vox España cita il femminismo solo per promettere di sopprimerlo.

Ayuso ha votato contro una riduzione delle tasse sui tamponi.

Il Partido Popular è stato criticato per aver votato contra una proposta di riduzione delle tasse sui tamponi nel 2016 – un voto nel quale Ciudadanos si è astenuto – e poco è cambiato negli anni seguenti. Nonostante la sua dichiarazione per un compromesso con una società ‘uguale ed avanzata’, dove uomini e donne possano vivere in ‘dignità’ e ‘nessuno rimanga indietro’, il manifesto del PP trascura la povertà mestruale. 

In definitiva, chiunque mestrui non può essere a suo agio in una società nella quale la difficoltà nell’accesso ai prodotti sanitari interferisce con la capacità di lavorare, studiare, o mettere del cibo a tavola. La Povertà è più di un hashtag femminista – è una crisi di sanità pubblica, giustizia sociale e diritti umani. Non è un’esagerazione dire che è una questione di vita o di morte.

Le migliaia di madrileñas che soffrono in silenzio non dovrebbero essere in balia di sconosciuti, volontari, o attivisti online. Hanno bisogno di leadership, e di politici che diano priorità alla salute, all’igiene e alla felicità. 

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